Di bere e respirare.

Posted on 25 marzo 2015

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Allora, proviamoci.

Mettere insieme due o tre parole mi pare la cosa più complicata del mondo, in questo momento. Pensare, invece, che prima mi veniva giù bene: suoni e lettere a cascata, scroscio d’acqua, naturale naturale come mettere ossigeno nei polmoni, sale nell’acqua che bolle subito prima di affogarci la pasta, zucchero nel caffè. Adesso, mi pare, mi faccia un po’ fatica dire, scrivere e parlare… magari è perché ho smesso di prendere il caffè, perché non mi piace la pasta, perché i miei polmoni farebbero volentieri a meno dell’ossigeno.

Potrebbe essere una idea giustificata questa di aver smesso di fare quelle azioni meccaniche e naturali e, quindi, aver smesso, insieme al resto, anche l’unico modo sicuro di stare al mondo: scrivere.

Forse davvero, dopo tanta siccità c’è solo bisogno di iniziare, e così, come succede con il caffè, se ricominci a prenderlo dopo pranzo con metodicità, smetterà di tenerti sveglia la notte: l’essere umano si abitua a tutto, anche ai carboidrati, anche all’ossigeno, se se ne ritrova circondato.

Riprendo l’abitudine, ci provo, più naturale di stare al mondo, anche se in questo momento di naturale non ci vedo più molto.

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