Distanze.

Posted on 15 luglio 2015

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Io è davvero un sacco di tempo che vivo lontano da casa. Questa cosa di stare lontano da casa non ha molto senso, dovrei davvero iniziare a pensare che casa non è più lì, è qui. Eppure si fa sempre un po’ di fatica a pensare che le cose non sono più quelle che pensavamo fossero, ecco, le cose adesso sono quelle che sembrano e quindi casa non è più Napoli, ma Madrid.

Stasera sono tornata a casa, a Madrid, e mi sono mangiata un panino con la mozzarella e non la mozzarella di qui, ma la mozzarella vera, quella di casa vera, quella di Napoli, che me l’han mandata dritta dritta da molti chilometri di distanza, e anche se qui il tasso di umidità è diverso e la temperatura è tutta sballata, anche se da qui non lo si vede, lui, il mare, ecco, anche da qui ti puoi mangiare un pezzo di pane con la mozzarella, quella vera, e sentirti a casa, in questa nuova casa.

In questa casa nuova ci ho anche una famiglia, tutta nuova, che non si conosce con quella vecchia, se non a spizzichi e a sbocconi, in questa casa nuova tutto è mio e solo mio, vabbè anche di M. ma mi riferisco al fatto che non è pregresso, eppure ho un pesce in ceramica appuntato alla parete che ricorda spazi che adesso hanno altra forma e abitanti, ho quadri che mi hanno fatto compagnia quando gli anni addosso erano dieci di meno e lo spazio tutto ridotto, ho anche un sacco in più di coraggio, quasi da vendere.

Forse la casa tua quella vera è quella dove ci paghi i conti e le spese. Dichiarazioni dei redditi, affitti e bollette.

Io mi sento sempre orfana e esiliata, poi però mi basta invadere col coltello la busta col siero e in un attimo l’odore mi trascina indietro dove casa sarà sempre casa, senza manco apporci il nome.

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