Destata, d’estate.

Posted on 6 agosto 2015

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Mi è tornata la voglia di guardare.

Sbircio in strada la gente che mi passa accanto, scruto con più attenzione i passeggeri in metro e in autobus, osservo gli occhi, le mani e i gesti dei miei alunni in questo agosto hirviente.

Da un po’ di tempo mi si è rinfiltrata in braccio la voglia di guardare e me la tengo stretta come una sorpresa inaspettata ché pensavo non mi sarei più soffermata a incuriosirmi della gente intorno, ad averne voglia di scrivere, a desiderare fabbricarne il ritratto.

E invece mi è tornata la fame, non quella dello stomaco che sa Iddio che quella io non l’ho quasi mai sentita, mi è tornata la fame degli altri dentro agli occhi, nelle orecchie e giù in fondo attraverso le dita: Madrid partorisce gente da dipingere, vomita donne con le labbra tratteggiate di matita troppo scura, con la pelle raggrinzita dal sole e dagli anni e una massa imponente di capelli biondo platino a ricoprire anacronisticamente teste inaridite. La capitale riempie le sue vene di uomini sbronzi, così fortemente carichi di tabacco da renderti faticoso il respirarvi ossigeno utile intorno.

Io me ne sto ferma a guardarli scorrere, allontano lo sguardo da me a loro, come cura per un malessere ventennale che non mi sono mai riuscita a spiegare o a staccare o ad odiare.

Agosto iniziato. Me ne sto ancora per poco, io, incollata all’asfalto.

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