Quando si era assai più soli ci si sentiva meno soli.

Posted on 22 settembre 2015

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La prima volta che io sono andata molto lontana da casa non ci avevo un pc, non ci avevo il cellulare con internet e non ci avevo neppure l’internet nella mia nuova casa a molte migliaia di kilometri dalla casa vera.

Avevo vent’anni e potevo raggiungere Napoli col cellulare una volta ogni dieci giorni, più o meno, oppure dovevo scendere all’internet point a qualche centinaio di metri dall’appartamento, aspettare che si liberasse un computer e pregare che mio fratello si ricordasse di collegarsi a msn per poter vedere i miei e cercare di non farmi spuntar le lacrime in mezzo a tanti sconosciuti.

Sembran passati assai più di dieci anni da allora, sembra passata tutta un’eternità di spazio e tempo eppure, chissà come, mi ricordo la faccia del ragazzo arabo dell’internet point nella Plaza de Toros e grazie a lui ho imparato a dire a memoria il numero del mio cellulare spagnolo, che a distanza di tempo resta sempre lo stesso, solo e soltanto in spagnolo ed anche adesso se devo dirlo a qualcuno posso dirlo solo in questa lingua quì che sennò mi imbroglio.

E oggi tornando a casa dall’azienda, a piedi, col cellulare in tasca, l’ho tirato fuori e ho letto i messaggi arrivati durante l’ora e mezzo di lezione (153 messaggi in 6 conversazioni), ho letto rapidamente e mi son rintascata il cellulare pensando che sì, cazzo, possono aspettare altri quaranta minuti, il tempo che arrivo a casa, forse l’ho pensato perché appena sveglia, stamane, ho ricevuto un messaggio di R. che mi diceva “va a finire che ci muoio per strada per colpa di sto cellulare, ho perso un’altra fermata dell’autobus” “E posalo cazzo sto telefono””Ma sei pazza!”. E ho pensato che sì, che sono pazza anche io, che la settimana scorsa una signora per strada mi ha urlato in spagnolo “Os habeis vuelto todos locos con estos cacharros” e ci ha ragione, ho pensato io, e poi oggi skype è crollato e tra lavoro e madre mi ha preso una crisi.

E tornando a casa, quindi, dall’azienda, con tutti sti gesti e sti pensieri, mi è venuta in mente Granada, le prime notti sola in casa, la solitudine e l’addormentarmi con la musica nelle orecchie per distrarmi dalla lontananza, e ho pensato, via, che non mi sentivo poi così sola in mezzo a tanta solitudine.

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